
Padre Renato Chiera nasce a Villanova Mondovì il 21 luglio 1942 in una famiglia numerosa di contadini. Entra in seminario e nel 1967, ordinato sacerdote, viene inviato dal Vescovo come curato in alcune parrocchie.
Frequenta contemporaneamente l’Università Cattolica di Milano e si laurea in filosofia; insegna, quindi, al Liceo Classico di Mondovì.
Fa un’esperienza comunitaria con preti provenienti da tutto il mondo a Grottaferrata, dove conosce alcuni sacerdoti brasiliani. Lascia i libri e la filosofia quando riceve dal Vescovo l’incarico di andare in Brasile dove la diocesi di Mondovì lavora in un’area povera e molto violenta alla periferia di Rio de Janeiro.
Vola a Nova Iguaçu, raggiunge Miguel Couto e nella Baixada viene subito a contatto con la dura realtà locale: deve scegliere se fare il prete “becchino” o cercare di salvare i meninos de rua.
Nasce così la "Casa do menor" .
La C.d.M. Italia è nata per volontà di P.e Renato già fondatore della Casa do Menor São Miguel Arcanjo di Miguel Couto in Brasile nel 1995 con lo scopo di sostenere la “casa madre” in Brasile.
Coordina gli aiuti dei sostenitori italiani e di quelli europei. La gestione del conto è seguita da un solo responsabile e controllata dal presidente e da P.e Renato. Questa forma consente la massima chiarezza. I volontari non sono retribuiti e non sono previsti rimborsi ed altri compensi.
L’attività principale della Casa Do Menor Italia sta nel sostenere e coordinare i finanziamenti per le attività sul suolo brasiliano. L’opera di reperimento e gestione dei fondi a livello nazionale ed europeo si effettua nella sede legale e amministrativa di Villanova Mondovì.

L'obiettivo generale è offrire una politica di accoglienza, alla luce del Vangelo, della coscienza critica e dello Statuto del Bambino e dell'Adolescente, capace di assicurare ai bambini ed ai ragazzi l'effettivo esercizio del proprio diritto alla vita, alla salute, all'alimentazione, all'educazione, allo sport, al divertimento, alla professionalizzazione, alla cultura, alla dignità, al rispetto, alla libertà ed alla convivenza familiare e comunitaria.
Tutto questo in una prospettiva che assicuri un coinvolgimento sempre maggiore delle famiglie, delle comunità, delle forze sociali, culturali e politiche, ma anche il pieno esercizio della soggettività del bambino e dell'adolescente con l'obiettivo di collaborare per la costruzione di un mondo più vivibile per tutti.